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Danno da prolungamento immotivato del fermo amministrativo



Il contribuente può chiedere a Equitalia i danni per il prolungamento immotivato del fermo amministrativo non seguito dall’azione esecutiva e può farlo davanti al giudice di pace e non davanti alla commissione tributaria. Lo hanno sancito le sezioni unite civili della Corte di cassazione che, con la sentenza n. 15593 del 9 luglio 2014, hanno rimesso la causa di fronte all’Ago. Il caso riguarda un fermo spiccato a causa del mancato pagamento di contributi consortili. La misura si era protratta sull’automobile dell’uomo per oltre cinque anni, senza l’adozione di alcuna misura esecutiva. Per i giudici normalmente le cause sul fermo devono essere instaurate davanti alle ctp ma quelle riguardanti il risarcimento del danno. La domanda proposta dal contribuente non investe il rapporto tributario (requisito necessario per configurare la giurisdizione tributaria, al fine di evitare la violazione del divieto costituzionale di istituire giudici speciali), ma ha a oggetto il comportamento asseritamente illecito, causa del danno lamentato, tenuto dal concessionario nella fase successiva all’emissione del provvedimento di fermo, del quale non è chiesto l’annullamento per ragioni attinenti il credito tributario: «Sicché il giudizio attiene a una posizione di diritto soggettivo del tutto indipendente e avulsa dal rapporto tributario e rientrante, pertanto, nella giurisdizione del giudice ordinario». È vero, infatti, che la giurisdizione in ordine alle controversie aventi a oggetto l’impugnazione del fermo amministrativo di beni mobili registrati (e del relativo preavviso), con riguardo a crediti di natura tributaria, spetta al giudice tributario e si estende anche all’ipotesi in cui la domanda sia stata proposta in epoca anteriore all’entrata in vigore dell’art. 35 del decreto Bersani. Tuttavia, le cause che hanno come oggetto il comportamento illecito di Equitalia, causa del danno lamentato nella fase di emissione di fermo devono essere decise dall’Ago. - See more at: http://www.associazionenazionaleavvocatiitaliani.it/?p=23908#sthash.QHMtr5RJ.dpuf